Accadde a Lourdes nel 1858, tra il 7 aprile e il 16 luglio
Accadde a Lourdes nel 1858, tra il 7 aprile e il 16 luglio

Accadde a Lourdes nel 1858, tra il 7 aprile e il 16 luglio

In questi mesi, durante i quali non ci furono apparizioni della Signora, Bernadette riprese la sua vita quotidiana, lavorando per la famiglia e frequentando regolarmente l’Istituto di Lourdes, per seguire il catechismo e prepararsi alla Prima Comunione.

Nel piccolo paese e dintorni, intanto, avvennero alcuni episodi che vale la pena di ricordare. 


 — 8 aprile —

Mons. Bertrand Séveère Laurence, vescovo di Tarbes, invia una lettera al reverendo Peyramale, parroco di Lourdes, con la quale si ordina a Bernadette Soubirous di non tornare a Massabielle. Sarà il reverendo Pomian, cappellano dell’Istituto di Lourdes e confessore di Bernadette, a comunicarlo alla ragazza.


 — 11 aprile —

Mons. Bertrand Séveère Laurence, vescovo di Tarbes, invia una lettera al barone Massy, prefetto di Tarbes, per comunicargli la sua posizione nei confronti degli avvenimenti di Lourdes: 
“L’altro ieri ho scritto al parroco di Lourdes di adoperare, lui e i suoi vicari, tutti i mezzi in loro potere per impedire alla giovinetta di recarsi alla Grotta, e di risparmiarci così i provvedimenti di rigore che l’autorità civile ha l’intenzione di prendere (…) Faccio solamente osservare che io credo alla possibilità del soprannaturale; ma attendo altre prove per vederlo nel caso presente”


 — 6 maggio —

Il Sindaco Lacadé, che aveva chiesto al farmacista Latour di esaminare l’acqua della sorgente misteriosa, riceve in risposta la seguente dichiarazione: 
“L’acqua contiene in sovrabbondanza cloruri, carbonati, silicati, ossidi di ferro, solfato di sodio, ecc. Leggerissima, digestiva, assicura all’economia animale una disposizione favorevole allo sviluppo delle attività vitali. Visto l’insieme delle sostanze che la compongono, può ben essere classificata fra le acque che sono il vanto della regione”.
Queste poche parole fanno sperare al Sindaco che la città possa diventare centro termale, con tutte le conseguenze positive per l’economia locale.


 — 8 giugno —

In città viene affisso questo avviso municipale:
“Il Sindaco (…) considerando la necessità, nell’interesse della religione, di mettere fine alle scene deplorevoli che avvengono alla grotta di Massabielle (…) considerando che vi sono buoni motivi per ritenere che quest’acqua contiene elementi minerali e che è prudente, prima di permetterne l’uso, attendere che un’analisi scientifica faccia conoscere le possibili applicazioni terapeutiche, e che d’altra parte la legge sottopone lo sfruttamento delle sorgenti minerali alla preventiva autorizzazione delle autorità, decreta:
art. 1 – è proibito attingere acqua alla suddetta fonte
art. 2 – è ugualmente vietato il passaggio (…)
art. 3 – verrà eretta intorno alla grotta una palizzata per impedire l’accesso (…)”

 — 15 giugno —
Alcuni operai, guidati dal commissario di Polizia su richiesta del Sindaco, si recano alla Grotta e, prima di tutto, fanno piazza pulita degli oggetti deposti in segno di devozione quindi la recingono con una staccionata di tavole, talmente alta da impedire la vista.
Per completare il lavoro, infine, aggiungono un buon numero di cartelli di divieto.

E’ dovere di cronaca precisare che l’ordinanza del Sindaco non venne mai rispettata: la staccionata fu demolita per ben tre volte e, alla quarta volta, fu aperto un accesso abusivo.
Le riparazioni dovevano essere effettuate direttamente dai gendarmi perchè nessun artigiano di Lourdes, neanche dietro compenso esagerato, accettò mai di riparare quella recinzione!