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7 Maggio 2017 – IV Domenica di PASQUA (Anno A)

venerdì 5 maggio 2017
7 Maggio 2017 – IV Domenica di PASQUA (Anno A)

 “Un gregge non gregario”

I Lettura: At 2,14a.36-41;– Salmo: 22 - II Lettura: 1 Pt 2,20b-25;

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10):

In quel tempo, Gesù disse:

«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.

Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».

Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

 

Il Buon Pastore? Si pensa subito a statuine di gesso: Gesù con la boccuccia a ciliegia, l’agnellino sul dorso simile ad un batuffolo di cotone!

 

Ma se leggiamo Giovanni, ogni leziosaggine scompare. Spicca invece, con odore di stallatico, la gagliardia della vecchia civiltà pastorale.

 

Il linguaggio è tutt’altro che arcadico o rococò:

«È un ladro e un brigante»

«Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere»

Ma anche dove affiora la tenerezza, di sciropposo non c’è nulla:

«Egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori»

 

Chi è mai stato in contatto coi pastori sa che questa è la loro vita: amara più che dolce, sofferta più che goduta, penosa più che idilliaca.

La stessa affermazione di Gesù, che ha messo in imbarazzo tanti esegeti: «Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti», inascoltabile in un salotto o in un’accademia, ha la ruvidezza di un discorso di pastori, dove si dice latte cagliato al latte cagliato.

 

Tanti fra noi, guardando indietro, sono costretti a dire “SÌ, maestro, hai ragione!”

 

Quante voci ci hanno chiamato, prima e dopo quella VOCE: quella di Socrate, quella dei filosofi del novecento……..

Non si può dire che fossero ladri o briganti, ma certo nessuna di quelle voci ha potuto aprire la più segreta serratura della nostra porta interiore.

Solo la TUA, come certi congegni elettronici che si aprono al risuonare di un’unica voce, cifa scattare il meccanismo del RICONOSCIMENTO, dell’APPARTENENZA.

 

Noi ti conosciamo perché ci hai fatti e ci hai redenti TU.

Seguiamo la TUA VOCE perché nessun altro, all’infuori di Te, sa chi siamo veramente, di cosa abbiamo bisogno, dove vogliamo andare.

 

Facciamo parte del gregge?

Siamo pecore tutti, tutti facciamo parte di qualche gregge. Ma quello di Gesù non asservisce, non spersonalizza, non fa impazzire, non porta nel vuoto o al precipizio.

 

Buon Pastore? PASTORE UNICO!