Ultime Notizie
Box sotto Ultime Notizie
Santo Rosario on line
Newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email per essere informato sulle novità della nostra Comunità:
Registra Cancella
Box sotto Ultime Notizie
Versione Stampabile

30 Aprile 2017 – III Domenica di PASQUA (Anno A)

venerdì 28 aprile 2017
30 Aprile 2017 – III Domenica di PASQUA (Anno A)

 “Gesù si rivela spezzando il pane”

I Lettura: At 2,14a.22-33; – Salmo: 15 – II Lettura: 1 Pt 1,17-21

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24, 13-35):

Ed ecco, in quello stesso giorno, il primo della settimana, due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».

Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

Di questo racconto evangelico, che troviamo per esteso solo in Luca, sarebbe stato doloroso fare a meno, tanto è NOSTRO.

Se l’evangelista avesse voluto inventarlo altro sarebbe stato il suo schema: i due che vanno verso Emmaus, Gesù che appare, loro che lo riconoscono esultanti e credono alla sua risurrezione.

 

Invece Luca rischia il sospetto di un miracolo “montato” a posteriori, perché Cleopa e il suo compagno, che pure conoscevano Gesù, conversano a lungo con lui senza riconoscerlo. Solo a un certo punto “gli si aprirono gli occhi” e lo ravvisano.

Pericolosissimo particolare, che nessun mitizzatore saprebbe inserire mai se la cosa non fosse andata realmente così.

 

Si noti anche la risurrezione di Gesù vista attraverso quelle “donne, delle nostre”, di cui si dice che hanno avuto una “visione di angeli”.

Non sembra di sentir parlare un laicista ironico, con un po’ di maschilismo sottopelle?

 

Ma ecco il fatto centrale: gli occhi dei due si aprono quando Gesù benedice, spezza e distribuisce il pane.

 

Non capiamo bene perché, ma qui si sente quel sussulto interiore di quando si tocca il VERO! È il “momento della verità”.

E forse vuol esserlo a bella posta, come hanno detto tanti Padri della chiesa: Gesù-Dio, Gesù Risorto lo si avvicina anche in un assiduo sforzo dell’intelligenza, chinandosi sulle pagine della Sacra Scrittura e meditando secondo logica.

 

Infatti ai due di Emmaus il Risorto tiene, prima di tutto, approfonditi discorsi che oggi potremmo chiamare di analisi biblica, di critica testuale. Ma l’accettazione piena e illuminata del suo mistero si ha soltanto nell’atto squisitamente religioso, sacramentale, dell’adorazione, in particolare attraverso l’Eucaristia.

 

Verità da dottrinetta parrocchiale? Può darsi.

Ma pure che due più due fa quattro ce lo insegnavano quando eravamo ancora all’asilo.

Forse che ciò lo rende meno vero?