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23 Aprile 2017 – II Domenica di PASQUA (Anno A)

venerdì 21 aprile 2017
23 Aprile 2017 – II Domenica di PASQUA (Anno A)

 “La decima beatitudine”

I Lettura: At 5, 12-16 – Salmo: 117; II Lettura: Ap 1, 9-11.12-13.17.19

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20, 19-31):

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

E ora tocca a noi, nessuno escluso.

 

Anche nelle età cosiddette cristiane il numero dei fedeli di San Tommaso, cioè dei dubbiosi, è sempre stato altissimo.

Magari facendo regolarmente la Pasqua, andando regolarmente a Messa, morendo con tanto di assoluzione e di viatico.

Dirsi cristiani, comportarsi esternamente come tali.

Ma poi non esserlo quasi mai nella vita morale. E nemmeno, in fondo, per ciò che concerne le verità supreme della fede.

Dio sì, la Provvidenza sì, Gesù buon maestro sì. Ma l’altra vita?

Ma Gesù è veramente risorto! Eh, via……………..sarebbe troppo bello!

 

Ebbene di tutti costoro, cioè quasi tutti noi, almeno in certi momenti oscuri della nostra vita, Tommaso il dubitante, Tommaso il materialista, Tommaso dalla mano che vuol toccare per accettare, sarà sempre il nostro santo patrono.

E il suo rapporto con Gesù – Tommaso che non crede e Gesù che lo persuade, Tommaso folgorato dalla fede e Gesù che lo condanna, anzi lo conforta e lo ammonisce – è quanto di meglio ci possa capitare, se desideriamo uscire dal buio.

 

Ma questo Vangelo ci tocca anche sull’altro versante: quello di crede sul serio.

 

È qui che risuona quella che si potrebbe chiamare la DECIMA BEATITUDINE cioè: “Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno”.

Se saremo tra costoro ci troveremo ancor meglio di Tommaso, che pure è venerato coem un santo.

 

Perche noi, veramente, NON ABBIAMO VISTO.

Ci siamo fidati sulla Parola, sia pure con prove storiche di molto peso.

Ma è assai facile, anche così, prendere la strada dell’incredulità.

 

Non abbiamo visto e, ciononostante, abbiamo creduto.

Da questi versetti risulta che Gesù capisce la nostra difficoltà. E se l’abbiamo superata ci elogia.

 

Chi ha mai detto che Dio non può entrare nella nostra piccola dimensione creaturale?